Reggio, cultura, storia di Reggio - Written by Saverio Autellitano on venerdì, ottobre 2, 2009 15:33 - 0 Comments
Perché i Bronzi sono a Reggio?
Perché i Bronzi sono a Reggio?
Negli ultimi giorni non si fa che parlare di questo possibile temporaneo spostamento dei Bronzi a Roma, ufficialmente per un restauro, ufficiosamente non si sa, io so solo che in città aleggia la paura di non rivedere più le due statue.
Paura fondata o solo provincialismo?
A dire il vero, che il Museo Nazionale della Magna Grecia dovesse chiudere i per 2 anni in vista del restauro (finanziato per i 150 anni dell’unità d’Italia), lo si sapeva già. Ma come sempre, fino all’ultimo, nessuno si è degnato di parlarne concretamente, nessuno si è preoccupato di dove sarebbero state collocate le opere del Museo durante il restauro della struttura, non fino a quando si decide di toccare i “guerrieri di Riace”, con la paura che essi non torneranno a Reggio finite le operazioni di manutenzione.
Non starò qui a sindacare sulle decisioni prese dal ministero per i Beni Culturali perché quando ripenso alle parole: “avendo scritto delle belle poesie Bondi è stato nominato ministro per i Beni Culturali” (sic!) mi viene sempre da piangere, piuttosto intendo fare una breve riflessione sul perché è importante che i Bronzi si trovino proprio a Reggio e non in un altro posto del mondo.
Nel corso dei decenni, dal giorno del ritrovamento delle due statue, sono state formulate diverse ipotesi, alcune abbastanza fantasiose, altre decisamente più concrete, e tra queste ultime, ritengo che la più attendibile - data l’icredibile congruenza della teoria con le prove riscontrate - sia quella formulata dall’amico Daniele Castrizio.
Il Castrizio individua come autore delle due statue Pythagoras di Rhegion (Pitagora di Reggio, o Pitagora Reggino), famoso scultore reggino celebrato nell’antichità poiché:
« capace di rendere come nessun altro i riccioli di barba e capelli, e per fare “respirare” le statue, cioè rendere perfetta l’anatomia dei vasi sanguigni »
(Plinio il Vecchio)
Non va dimenticato infatti che intorno al V secolo a.C. Reggio vantava una tra le più prestigiose scuole di scultura del mondo greco. Maestro di Pitagora fu infatti Klearchos (Clearco), la cui bottega era la più rinomata bottega in bronzo della Magna Grecia considerata alla pari di quella di Fidia ad Atene.
Riguardo i Bronzi, il Castrizio ritiene dunque che si possa trattare dell’originale del gruppo statuario di Eteocle e Polinice dal mito dei Sette contro Tebe, opera proprio di Pitagora di Reggio, eseguita intorno al V secolo a.C.
Le statue quindi sarebbero state commissionate e collocate in Grecia (probabilmente ad Argo dove era fortemente sentito il mito in dei Sette a Tebe), per poi dopo “mila” anni essere ricollocate a Reggio.
Tornando alla domanda iniziale dunque, oltre al fatto che Reggio possiede il più importante Museo sulla Magna Grecia d’Italia, ed oltre al fatto che le statue siano state rinvenute nei pressi di Reggio, perché i Bronzi sono a Reggio?
Se le statue furono scolpite da un reggino, il fatto che miracolosamente dopo millenni siano tornate qui, è una cosa che fa pensare.
E dunque, probabilmente i Bronzi sono a Reggio perché da sempre erano destinati a stare qui.
















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